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Guida all'olio extravergine: come scegliere quello giusto per ogni piatto

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Guida all'olio extravergine: come scegliere quello giusto per ogni piatto

Photo: Caroliusa, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

L'olio extravergine di oliva è uno di quei ingredienti che tutti hanno in cucina, ma che pochissimi usano davvero con consapevolezza. Di solito si compra una bottiglia da supermercato, si usa per tutto — dal soffritto al condimento dell'insalata — e non ci si pensa più. Eppure, come per il vino, anche nell'olio esistono profili aromatici molto diversi tra loro, e abbinare quello giusto al piatto giusto può fare una differenza enorme nel risultato finale.

Nessuno ti chiede di diventare un sommelier dell'olio. Ma con qualche informazione pratica, puoi fare scelte più intelligenti, valorizzare meglio le tue ricette e anche evitare sprechi inutili.

Prima cosa: capire cosa c'è scritto sull'etichetta

Il mercato dell'olio è pieno di bottiglie con diciture confuse. Partiamo dalle basi.

Extravergine è la categoria più alta: l'olio è ottenuto dalla spremitura meccanica delle olive, senza trattamenti chimici, e ha un'acidità inferiore allo 0,8%. Tutto il resto — olio di oliva "normale", olio di sansa — è un prodotto raffinato con caratteristiche molto diverse.

Sull'etichetta di un buon extravergine dovresti trovare:

Se l'etichetta dice solo "miscela di oli di paesi UE" senza altri dettagli, è probabile che si tratti di un blend di qualità medio-bassa, adatto per cotture ma non per esaltare un piatto.

I grandi caratteri degli oli italiani

L'Italia è il secondo produttore mondiale di olio d'oliva e vanta una varietà di cultivar impressionante — si parla di oltre 500 varietà autoctone. Semplificando molto, possiamo distinguere tre grandi profili:

Oli delicati e fruttati leggeri

Tipici del Lago di Garda, della Liguria e di alcune zone della Sicilia occidentale. Hanno un sapore morbido, con note di mandorla, carciofo e un retrogusto poco amaro. Sono perfetti per:

Usarli per friggere o in preparazioni molto saporite sarebbe uno spreco: il loro profumo delicato verrebbe sopraffatto.

Oli fruttati medi

Questa è la categoria più versatile, rappresentata da molte produzioni toscane, umbre e laziali. Hanno note erbacee, sentori di pomodoro verde, carciofo e un equilibrio piacevole tra amaro e piccante. Funzionano bene con:

Questi oli sono anche ottimi per un uso quotidiano "tuttofare", se non vuoi avere troppe bottiglie aperte contemporaneamente.

Oli intensi e fruttati robusti

Sono i grandi oli del Sud Italia: Puglia, Calabria, Sicilia orientale. Varietà come la Coratina, la Carolea o la Nocellara del Belice danno oli con un carattere deciso, amaro pronunciato, piccante persistente e note di erba fresca, pomodoro maturo, talvolta pepe. Sono perfetti per:

Un filo di olio pugliese su una orecchiette con cime di rapa è un abbinamento che non ha paragoni.

Il grande mito della frittura

Sentito mille volte: "Non si frigge con l'olio extravergine, è uno spreco e brucia subito." Falso, o almeno parzialmente falso.

L'olio extravergine ha un punto di fumo che varia tra i 160°C e i 210°C a seconda della qualità — un extravergine di buona qualità, con bassa acidità e alto contenuto di polifenoli, regge benissimo le temperature di frittura domestica (170-180°C). Anzi, è più stabile chimicamente rispetto a molti oli di semi.

Certo, usare un extravergine pregiato da 20 euro per friggere le patate non ha molto senso dal punto di vista economico. Per le fritture puoi usare un extravergine di qualità media o — se vuoi risparmiare — un olio di oliva raffinato. Ma l'idea che l'extravergine non si possa usare per cuocere è semplicemente un mito da sfatare.

Come conservare l'olio senza sprechi

Anche l'olio migliore del mondo diventa mediocre se conservato male. Le nemesi dell'olio sono tre: luce, calore e ossigeno.

Se hai comprato troppo olio e non riesci a consumarlo in tempo, puoi usarlo per conservare sotto olio verdure arrostite, formaggi o erbe aromatiche — un metodo antico e pratico che rientra perfettamente nella filosofia antispreco.

Investire bene: non serve spendere una fortuna

Non bisogna necessariamente comprare l'olio più costoso in commercio. Ma vale la pena avere in casa almeno due bottiglie con caratteri diversi: una più delicata per il crudo e i piatti leggeri, una più robusta per i condimenti importanti e le cotture.

Un buon extravergine di qualità si trova tra i 10 e i 20 euro al litro. Considerando che una bottiglia da 750 ml dura mediamente un mese e mezzo, l'investimento è contenuto rispetto alla differenza che fa in cucina.

La prossima volta che sei al supermercato o in un negozio specializzato, prenditi un minuto in più per leggere l'etichetta. Guarda la provenienza, la campagna di raccolta, il cultivar se indicato. Con un po' di attenzione, scegliere l'olio giusto diventa semplice quanto scegliere il vino per una cena — e i tuoi piatti ringrazieranno.

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