Pasta fresca fatta in casa: gli sbagli che (quasi) tutti fanno e come rimediare
Photo: davide ragusa davideragusa, CC0, via Wikimedia Commons
C'è qualcosa di magico nel fare la pasta fresca in casa. Il profumo dell'impasto, il rumore del matterello sul piano di lavoro, la soddisfazione di portare in tavola qualcosa di genuino e fatto con le proprie mani. Eppure, nonostante la pasta fresca faccia parte del DNA della cucina italiana, molti di noi si scontrano con risultati deludenti: impasti troppo duri, sfoglie che si strappano, tagliatelle che si appiccicano. Niente panico! Di solito si tratta di piccoli errori facilissimi da correggere. Vediamoli insieme uno per uno.
1. Usare la farina sbagliata
Il primo errore — e forse il più sottovalutato — riguarda la scelta della farina. Non tutte le farine sono uguali, e per la pasta fresca all'uovo la differenza è enorme. Molti usano la classica farina 00 da sola, che va benissimo per dolci e biscotti, ma per la pasta fresca il segreto sta nel mix.
La combinazione ideale è metà farina 00 e metà semola di grano duro rimacinata. La semola dona all'impasto quella consistenza leggermente ruvida che permette al condimento di aggrapparsi meglio, e rende la pasta più resistente durante la stesura. Se volete una sfoglia più delicata e sottile, come quella tipica emiliana per le tagliatelle, allora la sola farina 00 va bene, ma sappiate che richiede più attenzione.
Il consiglio: Per iniziare, provate con 200 g di farina 00 e 200 g di semola rimacinata per ogni 4 uova. Troverete un impasto più facile da lavorare e un risultato finale davvero soddisfacente.
2. Non lavorare abbastanza l'impasto
Qui sta uno degli errori più comuni: ci si ferma troppo presto. Molti impastano per due o tre minuti, vedono che l'impasto tiene insieme e pensano di aver finito. In realtà, la pasta fresca ha bisogno di essere lavorata con energia per almeno 10 minuti, meglio se 15.
Perché? Perché lavorare a lungo l'impasto sviluppa il glutine, che è quello che dà elasticità e resistenza alla sfoglia. Un impasto poco lavorato si strappa durante la stesura, risulta irregolare e, una volta cotto, tende ad essere gommoso o farinoso.
Il consiglio: Impastate con il palmo della mano, spingendo l'impasto in avanti e ripiegandolo su sé stesso. Quando la superficie è liscia, lucida e non si attacca più alle mani, siete pronti. Se avete una planetaria con il gancio, fatela lavorare per 8-10 minuti a velocità media.
3. Saltare il riposo dell'impasto
Siete di fretta e volete passare subito alla stesura? Capito. Ma questo è uno degli errori che si pagano caro. Il riposo è fondamentale. Dopo aver impastato, l'impasto va avvolto nella pellicola trasparente e lasciato riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti, meglio un'ora.
Durante il riposo, il glutine si rilassa. Un impasto che non ha riposato è elastico nel senso peggiore del termine: tende a ritrarsi mentre lo stendete, è difficile da assottigliare e si straccia facilmente. Con il giusto riposo, invece, la sfoglia si stende in modo uniforme e senza sforzo.
Il consiglio: Preparate l'impasto con anticipo, anche la sera prima. In frigorifero si conserva benissimo per 24 ore. Tiratelo fuori almeno 20 minuti prima di stenderlo, così si porta a temperatura ambiente.
4. Stendere la sfoglia in modo sbagliato
Che usiate il matterello o la macchina per la pasta (la classica nonna papera), stendere la sfoglia ha le sue regole. L'errore più frequente con il matterello è esercitare troppa pressione al centro, creando uno spessore irregolare: bordi spessi e centro sottile, o viceversa. Con la macchina, invece, il problema è spesso saltare i numeri intermedi, passando direttamente dallo spessore massimo a quello minimo.
Una sfoglia irregolare cuoce in modo non uniforme: alcune parti saranno perfette, altre troppo cotte o ancora crude. Inoltre, se la sfoglia è troppo sottile, si strappa; se è troppo spessa, la pasta risulta pesante e gommosa.
Il consiglio: Con il matterello, partite dal centro e spingete verso l'esterno, ruotando la sfoglia di tanto in tanto. Con la macchina, passate la sfoglia almeno due volte per ogni numero di spessore, ripiegandola su sé stessa prima di reinserirla. Per tagliatelle e fettuccine va bene uno spessore di 2-3 mm; per i ravioli, scendete a 1-1,5 mm.
5. Non infarinare abbastanza (o infarinare troppo)
L'ultimo errore è una questione di equilibrio. Troppa poca farina sul piano di lavoro e la sfoglia si attacca, si strappa e diventa impossibile da gestire. Troppa farina, invece, e l'impasto risulta secco, la pasta diventa farinosa e le forme non tengono la forma (i ravioli si aprono in cottura, per esempio).
Molti usano la farina 00 anche per infarinare, ma la semola rimacinata è molto meglio: è più granulosa, impedisce all'impasto di attaccarsi senza assorbirsi nell'impasto stesso, e lascia meno residui bianchi sulla pasta finita.
Il consiglio: Infarinate il piano di lavoro e la sfoglia con generosità ma con buon senso. Ogni volta che la pasta mostra segni di attaccarsi, aggiungete un velo di semola. Se state preparando formati ripieni, usate la farina solo sul lato esterno della sfoglia, non su quello interno (che dovrà incollarsi bene per sigillare il ripieno).
Un ultimo pensiero
Fare la pasta fresca in casa non è difficile, ma richiede un po' di pratica e soprattutto la voglia di capire il perché di ogni passaggio. Una volta che avrete interiorizzato questi accorgimenti, vi sembrerà tutto molto più naturale. E la soddisfazione di mangiare delle tagliatelle tirate a mano, condite con un bel ragù fatto in casa? Quella non ha prezzo. Buona pasta a tutti!